EMICRANIA: UN VALIDO AIUTO DALL’OSTEOPATIA

EMICRANIA: UN VALIDO AIUTO DALL’OSTEOPATIA

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L’emicrania è un importante problema di salute pubblica che riguarda circa il 10-15% della popolazione europea. Anche se è considerata una malattia benigna, ha notevoli conseguenze sia per il soggetto coinvolto sia per la società; infatti, il costo annuale (legato prevalentemente alla perdita di produttività) è molto alto.
Gli attacchi di emicrania sono generalmente caratterizzati da un forte mal di testa unilaterale e pulsante, della durata di 4-72 ore e sono spesso associati a nausea, fonofobia e fotofobia. In almeno 1 soggetto su 5, gli attacchi sono preceduti da sintomi neurologici transitori, descritti come “aura”. È stato dimostrato che l’eziologia dell’emicrania è prevalentemente di natura genetica (fino al 50% dei casi), ma sono moltissimi anche i fattori epigenetici che possono essere individuati.
Studi recenti hanno fornito informazioni circa la possibile associazione tra le terapie manuali, in particolare il Trattamento Manipolativo Osteopatico (OMT) e i loro effetti sull’emicrania.
Nonostante il numero di studi condotti, le prove a sostegno dell’efficacia dell’OMT sull’emicrania cronica restano insufficienti. Perciò il presente studio ha avuto lo scopo di verificare l’efficacia dell’OMT su un campione di adulti emicranici cronici, tramite il questionario “headache impact test” (HIT-6).

Hanno fatto parte dello studio 105 pazienti che sono stati divisi casualmente in tre gruppi (35 in ciascun gruppo): OMT, placebo e gruppo controllo.
Alla fine del periodo di studio, i risultati mostravano una differenza statisticamente significativa nel punteggio generale del HIT-6 questionnaire (p <0.001): il gruppo OMT ha mostrato una riduzione statisticamente significativa rispetto al gruppo controllo (-8,40; -11,94, -4,86; p <0.001) e rispetto al placebo (-4,83; -8,36, -1.29; p <0.001). Inoltre il Trattamento Manipolativo Osteopatico ha ridotto significativamente anche la frequenza mensile degli attacchi di emicrania rispetto agli altri due gruppi.
Un altro dato interessante rilevato è stato che l’OMT ha ridotto significativamente il numero di soggetti facenti uso di farmaci (OMT n = 7, placebo n = 32 e controllo n = 35, p <0,001), diminuendone pertanto il rischio relativo.

I punteggi relativi al numero degli attacchi di emicrania, all’uso di farmaci, al dolore e alla disabilità sono stati significativamente ridotti nel gruppo OMT. Il presente studio ha mostrato differenze significative tra il gruppo OMT rispetto ai gruppi controllo e placebo, suggerendo pertanto che l’OMT può essere considerata come una procedura clinicamente valida per la gestione dei pazienti con emicrania.

 

Fonti
Cerritelli F. et all., Complement Ther Med 2015, 23: 149-56
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25847552

 

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